AL CENTRO I BAMBINI

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vincenzo-spataroAl centro: i bambini!

Riteniamo che pensando ai bambini si pensi a tutta la comunità di questo paese, rispettando i bisogni, le esigenze, le complessità, avendo anche una visione “a misura di bambino”, tutti, anche gli adulti, ne gioverebbero.

Avere una visione globale per il governo della città che parta dal punto di vista dei bambini, delle mamme, dei disabili, degli anziani permette ai cittadini tutti di ottenere dei benefici immediati che aumentano la vivibilità.

Molte città d’Italia e d’Europa hanno organizzato i piani urbanistici, i servizi sociali, la viabilità e i servizi, in questa prospettiva, senza cadere nel fossato sempre profondo dell’assistenzialismo, ma planando sulle dolci vallate della cultura della solidarietà, della condivisione attraverso il metodo della partecipazione.

Noto deve in questo senso, segnare il passo verso un cambiamento sostanziale di mentalità, attraverso servizi che intesi come strumento di civiltà, si mantengano mediante solide idee di partecipazione tra cittadini ed istituzioni.

Come?

Le idee possono essere molteplici:

  • Pedibus: Adulti e anziani che, a piedi, accompagnano gruppi di bambini a scuola. Meno automobili, più movimento per i bambini, per gli adulti e gli anziani che offrono il servizio, valorizzazione della cultura della condivisione.
  • Viabilità pedonale amica: progettare e realizzare un piano di viabilità pedonale (marciapiedi) per i bambini, le mamme con carrozzine e per disabili in sedia a rotelle. Inoltre proponiamo dei parcheggi dedicati alle donne in gravidanza (Parcheggi Rosa).

Se le vie principali del paese vengono dotate di marciapiedi senza barriere architettoniche si incentiva la mobilità pedonale e ci saranno molte meno automobili in transito e parcheggiate.

  • Mobilità pubblica condivisa: Gli scuolabus potrebbero essere utilizzati per più funzioni. Pensando ad una turnazione dei mezzi, si potrebbero utilizzare gli scuolabus come mezzi di mobilità “dedicata” ad anziani e bambini, e i mezzi “speciali per disabili”, come mezzi misti. Quindi con un abbonamento mensile le famiglie potrebbero utilizzare il servizio per permettere ai bambini di partecipare alle attività pomeridiane comodamente. Un servizio navetta per le scuole, per il Centro Sportivo Palatucci, per la Villa Comunale, per l’ospedale, per il Cimitero. Meno macchine, più servizi, maggiore occupazione per gli autisti, più tempo libero per i genitori.
  • Parchi giochi e orti di quartiere: uno dei grandi problemi è il mantenimento e la manutenzione ordinaria delle aree già dedicate a parco giochi per bambini, a luoghi di aggregazione all’aperto. Se nella gestione di queste aree già esistenti potessero essere coinvolti direttamente gli abitanti del quartiere dove sorgono, si avrebbe una maggiore responsabilizzazione da parte dei cittadini e maggior rispetto per l’area, un notevole risparmio sulla manutenzione ed un incremento del livello di vivibilità del quartiere stesso. Inoltre è auspicabile che ne sorgano altri, magari su iniziativa partecipata e condivisa dei cittadini stessi, che prendendosi cura di uno spazio, né propongano la valorizzazione.
  • Servizi di accompagnamento alla genitorialità: Sportelli d’ascolto, consulenza anche domiciliare per l’accompagnamento delle famiglie alla genitorialità. La formazione di un’equipe permanente che riceva in un luogo pubblico, ma al bisogno, possa dare consulenza a domicilio. Ciò implica riduzione del disagio sociale, delle patologie post partum , del disagio culturale. Supporto educativo e pedagogico alle famiglie, prevenzione di situazioni a rischio, dispersione scolastica, microcriminalità minorile.
  • Centri Sociali di quartiere: Questo servizio promosso dal Comune ma gestito dai cittadini stessi offre le informazioni di base per la vita quotidiana, crea relazioni di solidarietà tra i cittadini stessi. Un luogo dove i cittadini possono incontrarsi e tra loro trovare soluzioni per i piccoli problemi quotidiani o per i grandi problemi sociali. Strumento partecipato e condiviso serve per agevolare la cultura di democrazia partecipata. Lo stesso luogo serve per aggregare bambini, giovani, adulti, famiglie, anziani favorendo il processo aggregativo di comunità. All’interno periodicamente il Comune offre servizi di consulenza ed ascolto (per esempio Semaforo Rosa).
  • Semafori per tutti: Dopo l’interessante esperienza di Semaforo Rosa (Idee e progetti pensati dalle donne per le donne), potrebbero nascere anche: Semaforo Azzurro, per i bambini (in cui i bambini possono pensare idee e progetti per bambini, come laboratori, servizi di consulenza e ascolto, servizi di dopo scuola) e Semaforo Verde per gli anziani (servizio di consulenza, ascolto, assistenza).

Scuole Aperte e Condivise: pensare ad una maggiore partecipazione delle famiglie e dei genitori alla vita sociale delle istituzioni scolastiche permette ai bambini di essere protagonisti della città. Gli istituti comprensivi dovrebbero rimanere aperti tutto il giorno, sia dando la possibilità ai bambini di famiglie di lavoratori di permanere nelle scuole, sia dovrebbero essere co-partecipati rispetto a situazioni di manutenzione ed organizzazione logistica. Si otterrebbe così maggiore controllo sociale, risparmio per le famiglie, risparmio per il Comune sui lavori di manutenzione ordinaria.

  • Rete comunale per i bambini: un istituto di condivisione e partecipazione, di progettazione ed ideazione tra Scuola, Comune, Forze dell’Ordine e Associazioni che metta al centro del suo intervento i bambini, che programmi e favorisca interventi operativi per la realizzazione delle idee presentate e di nuove.
  • Biblioteca dei bambini: la biblioteca Comunale potrebbe diventare un polo culturale da dedicare anche ai bambini. Con spettacoli, eventi, laboratori, concerti proposti e pensati per i più piccoli. Diventerebbe quindi un centro di aggregazione e di prevenzione, educando i bambini, fin dalla tenera età, all’utilizzo della biblioteca come spazio culturale.

Anche gli adolescenti potrebbero usufruirne come luogo di studio e di svago. Ciò premesso la Biblioteca dovrebbe quindi essere aperta, tutti i pomeriggi, con un’area dedicata appositamente ai più piccoli.

  • Sport per tutti: Attrezzare tutti gli spazi sportivi comunali (scuole e non) di dotazioni base per tutti, come attrezzature didattiche adeguate, servizi igenici, accessibilità per tutti. Gli spazi andrebbero poi ristrutturati e resi adeguati. La gestione delle pulizie e della manutenzione degli spazi sportivi condivisa tra Scuola, Comune e Associazioni sportive. Questo processo previene il disagio e favorisce la cultura del benessere e della salute.
  • Centro diurno disabili permanente: è fondamentale che il Centro PDA si trasformi in Centro Diurno, dove minori ed adulti disabili, in base all’età e alla disabilità stessa trovino uno spazio di sviluppo e valorizzazione delle proprie capacità e competenze e non un centro esclusivamente ricreativo e ludico. Personale qualificato, equipe socio-psico-educativa, operatori del settore e soprattutto visione integrata e personalizzata dei progetti individuali e della progettazione delle attività, con un occhio di riguardo ai processi di autonomia e di valorizzazione dell’autostima di ognuno. Le persone che frequentano il centro diurno, grazie al senso di appartenenza e ai servizi erogati saranno parte attiva della città. In alcuni casi potrebbe esserci un risparmio di risorse economiche perché, se così gestito, alcune permanenze in strutture private, a carico dei servizi sociali, potrebbero essere posticipate o addirittura eliminate.
  • Diversamente-Lavoro: Pensare a delle sinergie e dei protocolli d’intesa tra Associazioni, Cooperative Sociali, Comune per l’integrazione di persone diversamente abili nell’ambito lavorativo.
  • Dopo di Noi: pensare, progettare e trovare fondi per un Centro Residenziale del “Dopo di noi”, significa dare ai ragazzi disabili la possibilità di crescere in autonomia anche quando i genitori non potranno più prendersi cura di loro, e per i genitori alleggerirli di un’enorme preoccupazione riguardo il futuro dei propri figli. E’ una scommessa importante che può essere attivata attraverso un crownfunding sociale o attraverso i contributi di fondazioni che possano sostenere tale iniziativa.

Vincenzo Spadaro

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