CARO SINDACO, QUESTA VOLTA NON BASTERA’ LA BELLEZZA DI NOTO!

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Ritorno al futuro

E’ evidente agli occhi di tutti il disastro economico causato dalla Pandemia Covid 19, in modo particolare colpito il settore turistico in tutta Italia: anche Noto e tutto il Distretto del Sud Est siciliano hanno davanti un tempo di lacrime e sangue.

Una tragedia che richiede un’analisi approfondita per attivare azioni immediate e interventi  a breve, medio e lungo termine per una ripresa che sarà comunque lunga e dolorosa.

In tal senso è partita una importante iniziativa, promossa da imprenditori e operatori turistici del Sud Est siciliano, per affrontare e superare la crisi, che, partendo dall’implementazione di una rete, propone un coordinamento che veda seduti intorno allo stesso tavolo imprenditori, associazioni e Istituzioni del Sud Est, da Siracusa a Ragusa fino a Portopalo, includendo le realtà montane più decentrate.

E’ stato stilato un MANIFESTO in 10 punti con proposte concrete da sottoscrivere e inviare al Governo Centrale.

Un’iniziativa quindi che nasce dal basso, dal tessuto imprenditoriale e lavorativo, estremamente importante in quanto parte dalle necessità di chi il territorio lo vive tutti i giorni e vive, sulla propria pelle, le problematiche legate alla profonda crisi del turismo indotta dalla pandemia.

Il documento propone un’ analisi e una visione che non possiamo non condividere in quanto

“…….nasce dall’esigenza di presentare alla riflessione delle istituzioni nazionali, di quelle regionali, delle nostre comunità locali, degli stakeholders del turismo alcune linee strategiche, che ci permettano di concertare azioni non solo per fronteggiare l’emergenza ma anche per trasformare la crisi del corona virus in un’occasione per ripensarci, come territori.”

L’obiettivo è quello di salvare il tessuto imprenditoriale e le migliaia di posti di lavoro coinvolti nella fase emergenziale, nel contempo rilanciare una nuova economia del turismo in grado di rispondere ai cambiamenti epocali messi in atto dalla Pandemia.

“…….il sud e est della Sicilia ha molte carte da giocare in un momento in cui si accentuano i trend di turismo più consapevole, meno attirato, anche per le questioni di sicurezza che agiranno ancora a lungo sulla scelta del viaggiatore, dalle mete del turismo di massa, più attento all’autenticità dei luoghi, alla cura delle persone, dei territori e dell’ambiente: potremo, con corretti strumenti di incentivazione e monitoraggio, rendere fruibili anche con le aree interne, i piccoli borghi, i percorsi di escursionismo naturalistico e di cicloturismo, un’enorme ricchezza che può costruire un offerta complessa, di valore e diversificata su più target.”

Condividiamo altresì la consapevolezza che la stagione 2020 aprirà in un deserto, dove a fronte della offerta di servizi turistici, dall’accoglienza alla ristorazione, dal commercio ai trasporti da parte della miriade di piccole e piccolissime imprese che hanno proliferato negli ultimi anni, la domanda sarà praticamente inesistente. Si parla infatti di turismo di prossimità, forse interregionale, sicuramente ci sarà il crollo di quel turismo internazionale che negli ultimi anni ha visto un trend in crescita continua, posizionando il Sud Est Siciliano tra le mete più gettonate.

Una profonda crisi di sistema che impone un tavolo di concertazione come quello proposto dal Manifesto per il Sud Est, iniziativa accolta e sottoscritta dai Sindaci più sensibili e lungimiranti del territorio per far fronte ad una crisi che ci riporta indietro di 30 anni e forse più.

Ci è balzato subito agli occhi la mancanza della sottoscrizione al suddetto Manifesto da parte del Comune di Noto.

Come mai?

Forse l’Amministrazione netina ha in mente una sua strategia vincente, di cui al momento non abbiamo conoscenza?

Se è così ci piacerebbe conoscerla!

Forse il Comune di Noto ha deciso di poter affrontare da solo una crisi epocale che sta mettendo in ginocchio l’intera economia locale?

Non può essere, in quanto negli ultimi venti anni, a partire dal riconoscimento Unesco e la stesura del suo Piano di Gestione è stato individuato proprio nel concetto del Distretto Turistico del Val di Noto l’unica strada percorribile per un corretto e fruttuoso sviluppo del territorio. Tanto più ora!!

Non riusciamo a trovare una spiegazione esaustiva a tale assenza!

Purtroppo caro Sindaco questa volta non basterà la bellezza di Noto a riparare il danno, è necessario tornare indietro nel tempo e ripartire da quei valori e principi ben illustrati nel Piano di Gestione Unesco del lontano 2002, valori mistificati, rimasti sulla carta e mai calati effettivamente nelle realtà delle nostre comunità locali.

Ferma restando, nell’immediato dell’emergenza, l’attuazione di tutte le misure necessarie per arginare la mortalità imprenditoriale e la grave disoccupazione che ne conseguirà, rimandiamo alle proposte concrete individuate dal Manifesto per il Sud Est, che riteniamo esaustive e dettagliate, e che la invitiamo formalmente a sottoscrivere.

Vorremmo solo aggiungere una menzione speciale alla condizione dei lavoratori del turismo, che andrà monitorata in modo puntuale.

Se già prima assistevamo ad uno sfruttamento della manodopera attraverso contratti capestro che non rispettavano minimamente i Contratti Nazionali del Lavoro (fatta eccezione per alcuni imprenditori illuminati), oggi la inevitabile decurtazione di posti di lavoro renderà questa categoria di lavoratori estremamente ricattabile a condizioni che rasenteranno stati di pseudo schiavitù degna del terzo mondo.

Infine, ma non ultimo: oggi più che mai (e sarà così sempre di più negli anni a venire) il visitatore e gli stessi cittadini hanno bisogno di garanzie in termini di sicurezza e salute, pertanto bisogna con coraggio riprendere in mano la questione della sanità pubblica e garantire un presidio ospedaliero e una medicina del territorio per tutta la zona sud all’altezza delle esigenze sia della popolazione locale che dei turisti che verranno. Questa è una questione imprescindibile da qualunque programma di rilancio e ripartenza della economia locale.

PASSIONE CIVILE

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