IL GIORNO DELLA MEMORIA

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Nel 2005 l’ONU deliberava che ogni anno, il 27 Gennaio, giorno dell’ingresso dell’esercito sovietico nel campo di Auschwitz, dovesse essere il giorno della memoria.

Per ricordare.
Ricordare l’olocausto. I milioni di ebrei deportati. Il loro sterminio. I forni crematoi. Le leggi razziali.
Ricordare affinché simili tragedie non possano più tornare.
Ricordare perché la follia dell’uomo non è ascrivibile solo ad un periodo storico.
Perché l’errore più grande che possiamo commettere è quello di pensare che tali orrori non possono più verificarsi. Perché l’uomo è diverso, perché la civiltà è progredita, perché la democrazia si è diffusa nel mondo.
Non è così.

La storia ci insegna che non è così. Ci dice, al contrario che la democrazia è fragile. Non è scontata. Bisogna ogni giorno insegnarla ed impararla.
Non solo ricordare gli orrori, ma praticare e sperimentare ogni giorno la democrazia.
Soprattutto quando periodi di crisi economica, resi ancor più gravi dalla pandemia, creano nuove ed estese fasce di povertà, di dimenticati, di espropriati.

Diffondono un senso di incertezza e di paura. Quando generazioni intere sono private del diritto a sognare.
Per queste ragioni, dobbiamo praticare la democrazia, sperimentarla quotidianamente. Con l’impegno di tutti per invertire il senso di questi giorni tristi, per dare speranza di un futuro.

A partire da NOI.

NOI cittadini. NOI città, chiamata a decidere in modo partecipato, aggregando tutte le energie, le intelligenze, la fantasia, la creatività, per dare qui, a Noto, già il senso di un futuro possibile.

Forse semplicemente ma pure tenacemente, in questo si condensa il progetto, il programma della coalizione che sostiene la mia candidatura a sindaco.

Forse nella paura è il motore che mi ha suggerito di accettare la candidatura a sindaco.

La paura di non saper rispondere alla domanda: tu cosa hai fatto.

Aldo Tiralongo

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