PER UNO SVILUPPO ECO-SOSTENIBILE DELLA CITTA’ DI NOTO

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sestoVisto l’interesse suscitato dalla mia lettera aperta ai candidati a Sindaco di Noto, voglio ritornare sul tema dello sviluppo della nostra città, ed illustrare per intero la mia visione, individuando e delineando quelle che a mio giudizio sono le linee guida che dovrebbero improntare l’azione dell’Amministrazione Comunale in merito.

Credo che il tema di uno sviluppo eco-compatibile della nostra città vada affrontato con un approccio pragmatico ma globale, senza tralasciare nessuno di quegli aspetti che possono concorrere a rendere un territorio attraente ed attrattivo.

Aria, acqua, terra e fuoco sono storicamente i 4 elementi costituenti, e sostituendo la parola fuoco con la parola energia devono anche essere i 4 fondamenti dell’azione di sviluppo tutelato del territorio.

Aria, acqua e terra sono la risorsa del nostro territorio, da difendere e migliorare, per una migliore fruizione sia da parte dei residenti che dei turisti; l’energia è l’elemento essenziale per lo sviluppo, che però non deve avere impatti negativi sugli altri tre elementi.

A questi 4 elementi se ne deve aggiungere un quinto, non inferiore agli altri per importanza, in quanto determina la fattibilità di qualsiasi iniziativa, e questo quinto elemento è costituito dalle risorse economiche.

Insomma ogni azione deve essere pensata e messa in atto con una visione complessiva, attenta alla massimizzazione dei benefici, alla riduzione al minimo degli impatti negativi, ed alla fattibilità economica.

Ricordo, anche a me stesso, che esistono alcune tipologie di interventi che possono tranquillamente essere affidati all’iniziativa privata in quanto presentano le necessarie condizioni di redditività, e per i quali il ruolo dell’Amministratore della cosa pubblica può essere anche solo di informazione e facilitazione, mentre altre tipologie necessitano di un intervento diretto anche economico.

Detto di quello che secondo me dovrebbe essere l’approccio generale, vorrei indicare – senza alcuna velleità di completezza – i settori pratici su cui a mio avviso andrebbe incentrata l’attenzione:

– Uso del territorio

– Risparmio energetico

– Energie rinnovabili

– Rifiuti

Non li ho elencati in ordine di importanza, ma solo in un ordine che mi permette di seguire un flusso logico, viste le strette correlazioni fra i vari argomenti.

Partirei dall’uso del territorio, una risorsa che apparentemente Noto ha in abbondanza, ma che semplici riflessioni portano a considerare strategico: dobbiamo riusare il territorio, sfruttare il costruito, recuperando e migliorando, intervenendo in sede di recupero per adottare le più recenti tecniche di riqualificazione, anche energetica. Ci sono interventi che, grazie ad agevolazioni fiscali e contributi, possono ripagarsi economicamente in tempi ragionevoli in virtù del risparmio energetico che permettono di conseguire, ed al tempo stesso possono migliorare la fruibilità ed il comfort degli edifici.

Si tratta, per il settore pubblico, di attivare una progettualità – per la quale si possono trovare i fondi in diversi programmi ed istituzioni anche europee – che consenta di avere progetti cantierabili la cui realizzazione possa essere affidata con i contratti a prestazioni garantite che costituiscono un settore in forte espansione. Un Osservatorio comunale che monitori con continuità le opportunità di finanziamento darebbe modo di non lasciarsi sfuggire nessuna delle possibilità che si rendono man mano disponibili – fondi regionali, fondi nazionali, fondi comunitari.

Per il settore privato, occorre a mio avviso informare e supportare quanti potrebbero essere interessati, mettendo a disposizione informazioni e conoscenze sulle opportunità e sulle soluzioni. Penso ad una sorta di Sportello informativo, ma non solo di carattere generale/burocratico, dove sia possibile avere sia indicazioni sulle molte opportunità esistenti, sia una visione delle buone pratiche economiche e tecnologiche. Penso anche a semplificazioni e snellimenti degli iter burocratici per i cittadini che vogliano mettere in atto iniziative di recupero e riqualificazione.

Una sorta di Forum dei tecnici su questi argomenti potrebbe anch’esso concorrere a diffondere una cultura del fare bene. Certo è più semplice progettare e costruire un edificio piuttosto che recuperarne e riqualificarne uno esistente, ma per i bravi tecnici, di cui Noto abbonda, sono certo che recupero e riqualificazione possano rappresentare, oltre che una opportunità, delle sfide intellettuali stimolanti e gratificanti.

Venendo al settore delle energie rinnovabili, oltre alla diffusione del solare, sia per la produzione di acqua calda che per il fotovoltaico – le cui potenzialità e la cui convenienza sono ormai ampiamente condivise – esistono opportunità forse meno note che possono essere implementate soprattutto in campo agricolo: mi riferisco all’utilizzo delle biomasse – scarti delle produzioni agricole, potature, sanse etc. – che trovano utilizzo nella produzione di energia elettrica e calore/freddo funzionali alle stesse aziende agricole. Le dimensioni di questi impianti sono compatibili con quelle di molte aziende agricole, ed il sistema di incentivi attuale permette un ritorno degli investimenti in pochi anni.

Anche qui l’informazione, la formazione ed il supporto agli interessati sono condizione essenziale, e possono essere messi a disposizione da una Amministrazione lungimirante.

Infine per quanto riguarda i rifiuti: le soluzioni di cui parlavo nella mia lettera aperta – utilizzo dell’umido per la produzione di biometano e compost ed utilizzo della frazione indifferenziata per syngas ed ammendanti carbonici – sono il passo successivo della raccolta differenziata. Anche i comuni virtuosi che come Noto hanno intrapreso la strada della differenziazione e del riciclo devono pensare agli sbocchi di quanto viene raccolto, per evitare che la differenziazione rimanga fine a sé stessa.

In Sicilia le possibilità di conferimento dell’umido sono oggi ancora limitate, ed incompatibili con qualsiasi potenziamento della raccolta differenziata. La programmazione di centri di riutilizzo dell’umido costituisce quindi il presupposto per un sistema efficiente che possa far definitivamente diventare il rifiuto una risorsa.

Va doverosamente precisato che la promozione e l’utilizzo di questi centri sono assolutamente compatibili con gli attuali servizi di raccolta, e che anzi ne sono l’ideale completamente.

Come dicevo nella mia lettera aperta, “questo è compatibile con un ambiente pulito, ed anzi può costituire il fiore all’occhiello di una comunità che punta a qualificarsi come attenta all’ambiente in cui vive. Non solo: costituisce anche un’occasione per risparmi certi che possono ribaltarsi sul costo dei servizi ai cittadini.

Le dimensioni economicamente necessarie fanno sì che la sola Noto non potrebbe fornire la quantità necessaria di materie prime (a questo punto il termine corretto al posto di rifiuti), ma questo potrebbe essere un’opportunità piuttosto che un problema. Infatti Noto potrebbe una volta tanto diventare il polo trainante delle cittadine vicine, aggregando interessi ed obiettivi in un interesse ed un obiettivo condiviso.”

Credo quindi che su questo argomento l’Amministrazione dovrebbe muoversi sviluppando una progettualità di base su cui coinvolgere le Amministrazioni di comuni vicini, ed avvalersi degli strumenti disponibili per il coinvolgimento dei privati che potrebbero poi essere gli effettivi realizzatori e gestori.

Il lettore attento avrà notato che ho più volte chiamato in causa l’informazione, la formazione ed il coinvolgimento: sono secondo me i fattori essenziali che possono creare i presupposti – culturali e pratici – per trasformare in realtà quelli che, senza questi presupposti, rischierebbero di essere solo programmi velleitari.

Spero che questa nota in cui ho cercato di sintetizzare le mie idee sullo sviluppo sostenibile, in particolare per la nostra città, possa essere utile – laddove e per quanto condivisa – per calibrare i futuri programmi di sviluppo della nostra Noto.

Sesto Avolio

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